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Cosa ci raccontano le parole

Nel mondo ci sono milioni di libri. Nessuno sa quanti libri siano stati scritti sino ad oggi. In essi è depositato un sapere illimitato. Se potessimo leggere tutti i libri, sapremmo molte più cose sulla vita. Infatti, essi testimoniano i cambiamenti del mondo. Ogni epoca ha i suoi libri, in cui si può apprendere ciò che gli uomini ritengono importante. Purtroppo, nessuno di noi è in condizione di leggerli tutti. Oggi, la tecnica aiuta ad esaminare i testi e, con la digitalizzazione, è possibile memorizzare i libri, come se fossero dei dati, analizzando il loro contenuto. In tal modo, i linguisti riescono a seguire l’evoluzione della nostra lingua. Ancora più interessante può essere misurare la frequenza delle parole. Così facendo, si può anche riconoscere il significato che rivestono i singoli oggetti o fenomeni. Gli studiosi hanno preso in esame più di 5 milioni di libri, scritti negli ultimi cinque secoli. Nel complesso, sono stati esaminati 500 miliardi di parole. La loro frequenza d’uso fornisce indicazioni sulla vita degli uomini del passato e di oggi. Nella lingua si riflettono le idee e le diverse tendenze. Per esempio, si è scoperto che la parola uomini ha perso parte della sua importanza ed oggi è d’uso meno frequente rispetto al passato. Al contrario, la parola donne viene utilizzata molto più frequentemente. Anche ciò che mangiamo trova un riflesso negli usi semantici. Negli anni ’50 era molto in voga la parola ice cream (gelato), seguita dalle parole pizza e pasta, entrate nell’uso comune. Da qualche anno domina, invece, la parola sushi. Per chi ama le lingue, c’è una buona notizia: la nostra lingua si arricchisce ogni anno di tante parole!

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