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Le lingue contro l’Alzheimer

Chi desidera mantenere la mente in forma, dovrebbe imparare le lingue. La conoscenza delle lingue straniere può aiutare a scongiurare il pericolo della demenza senile. Questo dato emerge da alcuni studi scientifici, secondo i quali non ha importanza a che età si impara una lingua. La cosa davvero importante è che il cervello venga costantemente allenato. L’apprendimento dei vocaboli attiva diverse aree cognitive. Queste regioni dirigono importanti processi cognitivi. Per questo motivo, i poliglotti sarebbero più attenti e riuscirebbero a concentrarsi meglio. Comunque, parlare molte lingue presenta altri vantaggi. I poliglotti riuscirebbero anche a prendere meglio le decisioni, arrivando prima alla conclusione. Questo vuol dire che il loro cervello ha imparato ad operare per selezione, avendo sempre a disposizione almeno due concetti per riferirsi ad una cosa. Ognuno di questi concetti rappresenta un’opzione possibile. Inoltre, i poliglotti sono inclini a prendere decisioni definitive. Il loro cervello è allenato a scegliere fra più soluzioni; questo allenamento non migliora soltanto il centro della parola, poiché sarebbero molte le aree del cervello a trarre vantaggio dal poliglottismo. La conoscenza delle lingue aiuta ad esercitare anche un migliore controllo cognitivo. E, sebbene non possa essere un rimedio integrale contro l’Alzheimer, nei poliglotti la malattia presenterebbe un decorso più lento. Il loro cervello sembrerebbe reagire meglio alle conseguenze della patologia ed i sintomi della demenza si presenterebbero in modo più flebile in coloro che studiano le lingue. La perdita di memoria e lo stato confusionale sarebbero meno frequenti. In poche parole, imparare le lingue apporta dei benefici tanto ai giovani quanto ai non più giovani. E poi, dopo aver imparato una lingua, impararne un’altra diventa subito più semplice. Piuttosto che ricorrere ai farmaci, utilizziamo il vocabolario!

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